Le valvole di sicurezza sono dispositivi fondamentali per la protezione di impianti e apparecchiature in pressione. Intervengono automaticamente in caso di guasto dei sistemi di controllo o del SIS, evitando esplosioni e danni. Questa prima parte illustra il principio di funzionamento, le tipologie principali – standard e pilotate – e i riferimenti normativi europei e americani che ne regolano progettazione, taratura e sicurezza operativa.
Introduzione
La valvola di sicurezza (safety valve) è un dispositivo che deve intervenire a valle del sistema di controllo del processo (eventuale regolazione PID: Proporzionale + Integrale + Derivativa) e a valle del Sistema Strumentato di Sicurezza (eventuale SIS: Safety Instrumented System), allo scopo di evacuare l’eccesso di pressione venutasi a creare in caso di malfunzionamento dei suddetti sistemi di controllo e di sicurezza, onde evitare eventuali scoppi o danni all’impianto. La Figura 1 illustra a tal proposito la precitata filosofia del controllo e della sicurezza degli impianti, completata con l’inserimento della valvola di sicurezza e l’inserimento finale del disco di rottura, ultimo baluardo della sicurezza dell’impianto se tutti gli altri precedenti falliscono.
La valvola di sicurezza è pertanto uno dei principali dispositivi di sicurezza utilizzati per proteggere sistemi ed apparecchiature in pressione dagli eccessi di pressione e/o vuoto. La sua caratteristica principale è che un dispositivo meccanico auto azionato dalla pressione del processo da proteggere che interviene per effetto della pressione differenziale a cui è sottoposto e poi è auto richiudibile quando la pressione del processo rientra nei suoi limiti normali di esercizio (a differenza invece dei dischi di rottura e membrane di sfogo, che una volta intervenuti devono essere sostituti per poter poi procedere nell’esercizio normale del processo in considerazione).
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