Negli ultimi decenni una enorme quantità di ricercatori si sono dedicati ad un progetto antico: lo sviluppo di algoritmi che imparano, imitando gli esseri umani. Il ritmo è stato talmente rapido da essere incompatibile con i tempi di assimilazione del tessuto industriale e formativo. L’articolo presenta il processo standard CRISP-DM, riletto ed arricchito grazie ad esperienze reali acquisite nella implementazione di progetti AI in ambito industriale. Una guida semplice e di immediata adozione per le PMI.
Dalla crescita lineare alla discontinuità
Uno dei tratti distintivi della contemporaneità è lo sviluppo tecnologico, che disegna la traiettoria della evoluzione delle persone, e delle aziende. Nei decenni questo sviluppo ha costantemente aumentato la sua velocità, in una condizione di accelerazione continua. L’Intelligenza Artificiale introduce in questo senso una novità assoluta. Si tratta di una perturbazione nella traiettoria “normale” dello sviluppo, di un salto, ma un salto talmente grande, che mette in oggettiva difficoltà noi tutti, e cambia in qualche modo le regole. È per questo motivo che affrontare il tema della Intelligenza Artificiale, è diventata una sfida per chiunque. Soprattutto per le aziende.
Le tecniche di Intelligenza Artificiale aprono prospettive – su diverse dimensioni – che consentono miglioramenti che nessuno può ignorare. Si pensi ad un programmatore: l’utilizzo – professionale – della AI porta una moltiplicazione di produttività, come usa dire, per 10. Un programmatore esperto, capace di utilizzare correttamente gli strumenti della IA, produce in un giorno ciò che prima produceva in 10 giorni. Inoltre – incredibilmente – il prodotto finale è complessivamente molto migliore di quello sviluppato in modo tradizionale. Non adottare queste tecniche non è quindi più una scelta ideologica, ma una questione di sopravvivenza professionale.
Grandi imprese e PMI davanti alla sfida dell’AI
Per le aziende vale lo stesso concetto, ma le aziende non sono tutte uguali. Usando una tassonomia ampiamente condivisa possiamo collocare le aziende in due ambiti principali. Quelle che vivono principalmente dell’esperienza e del talento delle persone che le compongono, altre che traggono la loro forza da processi strutturati ed organizzazioni complesse. Nelle prime sono collocate le piccole medie aziende Italiane, mentre nelle seconde possiamo collocare le grandi imprese – spesso internazionali. Queste due tipologie di aziende affrontano, in genere, in modo diverso la sfida evolutiva. Le grandi aziende hanno le risorse per cercare soluzioni al di fuori di sé: un nuovo fornitore, una nuova tecnologia, un nuovo servizio.
Le PMI cercano di organizzarsi con le proprie forze, cercano di “imparare” il nuovo, per farlo diventare un nuovo elemento di valore dell’azienda. Questo ultimo modello di sviluppo presenta però un vincolo essenziale: le risorse interne devono avere le capacità tecniche per affrontare il nuovo. Solitamente, quando c’é da adeguare l’azienda alle mutate condizioni tecnologiche, la parte “tecnica” delle PMI viene chiamata a svolgere quel ruolo. Caso tipico è il settore IT, al quale vengono di default assegnati questi obiettivi. E spesso è proprio il settore IT a cui si chiede di affrontare i progetti AI. Ma con l’Intelligenza Artificiale le cose cambiano sensibilmente, sia nel metodo che negli obiettivi. La grande azienda può continuare nella sua modalità, accedendo ad ecosistemi di risorse esterne.
Le tecnologie della AI sono talmente recenti e talmente veloci nella loro evoluzione, che le risorse interne nelle PMI possono non avere gli strumenti sufficienti ad affrontare la sfida. Però sono proprio le PMI che possono trarre dalle tecnologie AI il massimo vantaggio in termini di evoluzione. Scopo della Intelligenza Artificiale è, come noto, quello di aumentare, amplificare le capacità della intelligenza umana, intesa non come intelligenza “teorica”, bensì come capacità euristica derivante dall’esperienza. Potremmo definirla “Intelligenza esperenziale”, l’intelligenza che risolve problemi, perché ha imparato dall’esperienza. Ma questa è l’intelligenza che contraddistingue le PMI e ne costituisce una componente di valore fondamentale. Allora l’intelligenza artificiale per le PMI assume questa connotazione: la vera risorsa da valorizzare è quella che l’impresa già possiede: la sua conoscenza, la sua esperienza, i suoi dati.
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